Filomena Pucci

Interview Filomena Pucci

 Filomena Pucci is a talented and successful designer based in Castellaneta  (Taranto, Puglia). She graduated from the University of Bari in 2012 in “Science and Technology of Fashion”. Her thesis focused on the phenomenon of vintage. She also holds a diploma in Industrial Modeling and Training from the “De Rubertis” Fashion Academy in Taranto.

Here she shares her thoughts with Sabine Shah about her life, fashion 545903_10200866750942239_1792754766_n (1)designing and creativity.

What inspires you to create? Is it a need or a desire?

My inspiration is not definable, it is something generic, an overall thing. Most of my creations are results of impulses and spontaneous ideas.

When did you start designing and did you study specifically for this field?

I created my first dress at 12 which was a white balloon skirt with green pois. Can you believe that I still have it? My studies helped me nurture this talent further.

 You are an Italian.  Does this influence your work?

Definitely. Italy lives in fashion andit is everywhere. You are exposed to it every hour of your life. For Italians, fashion is a part of their national identity, almost like a religion.It is second onlyto our obsession with food, perhaps which is just as much a part for our culture.

Who is your favorite designer and why?

I love Giorgio Armani, his creations are absolutely and classically “Italian”. At the same time, they are always very recognizable. His elegance and expertise make him an undisputed master. I also like the creations of Alexander McQueen which are absolutely at odds with Armani’s dresses. I love the artistry of McQueen, the fusion between design and surface, between tissue technology and the oddity of the final result. He was a true genius.

Is anyone else in your family in this field?

No. Mine is a family of woodworkers. From them I learned the need for precision and dexterity which has helped me immensely in my work.

What is your dream? What do you ultimately want to achieve?

I would like to see my name associated with concepts that encompass beauty and the ability to inspire. I would like to dress women as well as to inspire them and give them the strength and determination to succeed. “Filomena Pucci”should be a name attached to women who are graceful and beautiful yet strong and successful.

I feel your styles are very feminine. Do you agree with me?

Absolutely. I design only female clothes because I consider myself devoted to the cause of femininity. I think that fashion for women can give them a chance to experience more and to dare more and to have fun along the way. But we must never forget that being female is not just being provocative and sexy. Feminine also means taste for the “not seen”, for the imagined, for the hidden.

Do you design for men as well? If no, do you plan to?

Not at this time. But I do not rule out the possibility.

Are you a full time designer or is it just a hobby at the moment?

I do it since I open my eyes in the morning till I go to sleep. For me it is not just to earn but it is a way of life, it is the only true attitude I identify with.

Describe your style in three words.

Vintage, Comfort, Identity.

Italian version

Cosa ti ispira nel creare? Si tratta di un bisogno o un desiderio?

La mia non è un’ispirazione definibile, è più un qualcosa di generico, di complessivo. Una pulsione a realizzare dei capi che rappresentino la maggior parte delle mie idee e delle mie emozioni, tutte insieme.

Quando hai iniziato a fare la fashion designer, hai fatto studi specifici?

Il mio primo vestito l’ho creato a 12 anni, era una gonna a palloncino bianca a pois verdi che conservo gelosamente. I miei studi hanno sempre visto il fashion design al centro, le scuole superiori e l’università hanno così affinato il mio talento che è però è nato con me.

Sei italiana. Quanto questo fattore influenza il tuo lavoro?

Sicuramente. L’Italia vive di moda, essa è ovunque, si cresce vedendola tutti i giorni ad ogni ora della giornata. Per gli italiani, la moda fa parte dell’identità nazionale, quasi fosse una religione, essa è paragonabile solo al cibo, forse ancora più importante per la nostra cultura.

Chi è il tuo stilista preferito e perché?

Io adoro Giorgio Armani, le sue creazioni sono assolutamente e classicamente “italiane”. Al tempo stesso risultano sempre molto riconoscibili. Il suo rigore e il suo essere cool ne fanno uno maestro indiscutibile. Mi piacciono anche le creazioni di Alexander Mc Queen che sono assolutamente agli antipodi rispetto a quelle di Armani. Di Mc Queen adoro l’artisticità, la fusione tra progetto e superficie, fra tecnologia dei tessuti e la bizzarria del risultato finale. Era un vero genio.

C’è qualcun’altro nella tua famiglia in questo settore?

No, nessuno. La mia è una famiglia di artigiani del legno. Da loro ho forse appreso la necessità della precisione e della manualità.

Qual è il tuo sogno? In ultima analisi, cosa vuoi raggiungere?

Vorrei vedere il mio nome associato ad un concetto che racchiuda la bellezza e la capacità di suscitarla attraverso le piccole e grandi azioni che ci accompagnano durante la nostra vita. Vorrei vestire le donne per ispirare loro la forza e la determinazione necessarie per affermarsi. Il nome di Filomena Pucci lo immagino sugli abiti di questo genere di donne.

Considero il tuo stile molto femminile. Sei d’accordo con me?

Assolutamente sì. Realizzo solo capi femminili perchè mi considero votata alla causa della femminilità. Poi credo che la moda per donna dia la possibilità di sperimentare di più e di osare. Direi che è più divertente. Però non bisogna mai dimenticare che essere femminile non vuol dire solamente essere provocante e sexy, la femminilità vuol dire anche gusto per il “non vedo”, per l’immaginato, per il nascosto.

Realizzi anche modelli per uomo? Se no, cosa ne pensi al riguardo?

Per il momento no. Però non escludo la possibilità di sperimentare anche in questo campo così diverso e più formale.

In questo momento sei un designer a tempo pieno o è solo un hobby?

Lo faccio da quando apro gli occhi la mattina a quando vado a dormire. Per me non vuol dire solo guadagnare ma è uno stile di vita, è l’unica attitudine vera che mi riconosco.

Descrivi il tuo stile in tre parole.

Vintage, Confortevolezza, Identità.

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